Scegliere l’università - 2° passo

Scegliere l’università – 2° passo

2° passo: confrontarsi con il “mondo esterno”/ gli indirizzi con più possibilità di lavoro

Dopo il primo passo dedicato all’analisi dei fattori personali, proviamo ad analizzare tutto quello che non rientra nell’area del sé, tutto ciò che ci circonda: la famiglia, la società, il mondo della formazione e del lavoro. Le famiglie condizionano ancora le scelte dei ragazzi anche se ormai maggiorenni. I genitori, con i propri vissuti personali, le proprie aspirazioni e le proprie frustrazioni, non sempre riescono a far scegliere liberamente i propri figli e tendono a influenzarne le scelte. Da parte loro, i ragazzi, spesso non riescono ad ascoltare senza pregiudizi.

Come scegliere dunque in modo sereno e consapevole?

Costruendo insieme un clima positivo e costruttivo, all’interno del quale i genitori dovrebbero sforzarsi di comprendere e favorire le aspirazioni e le motivazioni dei propri figli, che, da parte loro, dovrebbero cercare di discuterne apertamente dimostrando di saper ascoltare. Parlando di mercato del lavoro, è fondamentale considerare l’andamento del mercato occupazionale. In un periodo difficile come quello attuale, in cui le risorse a disposizione sono spesso limitate, non si può tralasciare la difficoltà economica di sostenere i tempi e i costi di una laurea. E’ importante ricordare che non tutti i corsi di laurea garantiscono le stesse possibilità di lavoro. Per questo motivo bisogna chiedersi:

Quali sono le figure professionali maggiormente richieste dalle imprese?

Quali sono gli indirizzi di studio più utili oggi ? e quali in futuro, rispetto a una ripresa  economica?

Quali sono le statistiche delle prospettive  occupazionali  della facoltà scelta?

Quali settori dimostrano un andamento negativo? E quali uno positivo?

Per aiutarvi nella vostra scelta , vi lascio una panoramica degli indirizzi “forti” e “deboli”, riportando alcuni dati tratti da un convegno* al quale ho recentemente partecipato, in merito alle differenti prospettive occupazionali dei laureati a seconda dell’indirizzo di laurea.

Si possono delineare quattro situazioni, evidenziate usando i seguenti indicatori: occupati, tempi d’inserimento, stabilità dei contratti e coerenza.

  1. possibilità occupazionali buone:

Ingegneri, laureati in Scienze dell’educazione e Servizio sociale, laureati con indirizzi infermieristici, Informatici, Matematici, Chimici, Farmacisti, laureati ad indirizzo economico, laureati triennali in Scienze dei servizi giuridici, laureati in Scienze della Formazione primaria (quest’ultimo indirizzo subirà un  calo, perché si sta esaurendo il processo di ricambio generazionale)

  1. scarse possibilità occupazionali:

laureati in Biotecnologie, Fisica (in parte compensate da opportunità all’estero) Ingegneria edile, scienze Ambientali, Odontoiatria, Agraria (in parte compensate da opportunità   di attività autonome imprenditoriali)

  1. possibilità occupazionali nella media o appena superiori, ma in attività non coerenti con contratti instabili e qualifiche esecutive:

laureati in Scienze della comunicazione, Scienze ed Economia Turistica, Sociologia, Lingue, Scienze agroalimentari.

  1. poche opportunità:

indirizzi umanistici(Lettere, Filosofia, Storia e Geografia, Musicologia, Beni culturali), Scienze Politiche, Design, Architettura, Biologia, Giurisprudenza, Psicologia. Per questi indirizzi la sproporzione domanda/offerta è tale che è sempre più difficile trovare uno sbocco occupazionale.

Per chi volesse aggiornarsi anche tramite internet, segnalo alcuni siti specializzati: www.istruzione.it. www.almalaurea.it, www.guidauniversita.repubblica.it.

Molte informazioni utili si possono reperire attraverso social network ad esempio su  forum di facoltà e siti di associazioni studentesche, dove  si possono trovare testimonianze importanti e contatti con ex-studenti.

Come fare dunque una scelta, come agire …..al prossimo post.

* “L’occupazione dei laureati lombardi: luci e ombre dopo le riforme”  Novembre 2013.
Progetto Specula Lombardia finanziato da Regione Lombardia, Camera di Commercio di Milano, Unioncamere Lombardia.
(i dati sono relativi alle solo facoltà in Lombardia, ma si presuppone rappresentano la situazione italiana).

Leave a Reply